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Solo et pensoso i più deserti campi
Solo et pensoso i più deserti campi vo mesurando a passi tardi et lenti, et gli occhi porto per fuggire intenti ove vestigio human l’arena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi dal manifesto accorger de le genti, perché negli atti d’alegrezza spenti di fuor si legge com’io dentro avampi:
sì ch’io mi credo omai che monti et piagge et fiumi et selve sappian di che tempre sia la mia vita, ch’è celata altrui.
Ma pur sì aspre vie né sì selvagge cercar non so ch’Amor non venga sempre ragionando con meco, et io co·llui.
Da solo e pensieroso attraverso i campi vuoti cammino lentamente, e tengo gli occhi attenti per evitare i luoghi dove ci sono tracce umane.
Non trovo altro modo per proteggermi dall'essere notato dalla gente, perché nei miei gesti spenti di gioia dall'esterno si vede come brucio dentro:
così credo ormai che montagne e pianure e fiumi e foreste sappiano di che tipo è la mia vita, che è nascosta agli altri.
Ma non so trovare strade così difficili né così selvatiche da cui l'Amore non venga sempre a parlare con me, e io con lui.