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Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
Erano i capei d’oro a l’aura sparsi che ’n mille dolci nodi gli avolgea, e ’l vago lume oltra misura ardea di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi;
e ’l viso di pietosi color’ farsi, non so se vero o falso, mi parea: i’ che l’esca amorosa al petto avea, qual meraviglia se di sùbito arsi?
Non era l’andar suo cosa mortale, ma d’angelica forma; e le parole sonavan altro, che pur voce humana.
Uno spirto celeste, un vivo sole fu quel ch’i' vidi: e se non fosse or tale, piagha per allentar d’arco non sana.
I capelli biondi erano mossi dal vento che li intrecciava in tanti dolci nodi, e la luce affascinante brillava intensamente di quegli occhi belli, che ora sono così rari;
E il viso diventava di un colore compassionevole, non so se vero o falso, mi sembrava: Io che avevo l'attrazione amorosa nel cuore, che sorpresa se subito mi innamorai?
Il suo modo di camminare non era umano, ma di aspetto angelico; e le parole suonavano diverse, non solo come voce umana.
Uno spirito celeste, un sole splendente fu quello che vidi: e se ora non fosse così, una ferita per allentare l'arco non guarisce.